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CREDEVO FOSSE AMORE, INVECE ERA UN INCENERITORE! GOVERNO E REGIONI PRO-INC, A TERNI IL 14 SI MANIFESTA CONTRO LO SBLOCCA ITALIA.

Terni è un esempio del disastro e della devastazione ambientale persistente nel paese, della pervicace volontà di continuare a fare profitti sulla testa delle persone e della voglia altrettanto ferma dei cittadini di ribellarsi a tutto ciò.

terniinceneritore

Il prossimo 14 febbraio a Terni si terrà l’ennesima manifestazione promossa dal Comitato No Inceneritori (evento facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=980058838748802&fref=ts; pagina del Comitato https://www.facebook.com/no.inceneritoritr/).

In realtà nella conca ternana ci sono ben due impianti che bruciano: quello ACEA e l’impianto a biomasse che brucia rifiuti (ex Printer, oggi Terni Biomassa).

La città umbra è un territorio che da decenni paga pegno dal punto di vista ambientale. E’ uno dei 40 Siti Nazionale per le Bonifiche, una delle aree più inquinate d’Italia. A questo link è possibile leggere i pochi materiali che il Ministero dell’Ambiente (sic!) pubblica sullo stato del Sito (http://www.bonifiche.minambiente.it/page_anno_27.html).

TerniFotoSinStorica

Il Ministero è, tra l’altro, totalmente inadempiente nella pubblicazione dei dati dei monitoraggi ambientali in corso in questi siti, prevista da precise direttive comunitarie e dal Decreto legislativo 195/2005 che impongono agli enti che detengono queste informazioni di pubblicarli sui loro siti istituzionali.

Non sono inquinati solo suolo e acqua. Un monitoraggio coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità ha dimostrato che nelle uova delle galline allevate a terra ci sono alte concentrazioni delle pericolosissime diossine, sostanze che si accumulano negli organismi che le assumono attraverso il cibo.

TerniUova

Nello Studio epidemiologico SENTIERI dell’Istituto Superiore di Sanità per l’area di TERNI si legge testualmente “Dall’analisi dei ricoveri ospedalieri emergono eccessi in entrambi i generi per le malattie respiratorie e le malattie respiratorie acute.

 

Nelle conclusioni, guardate cosa scrive l’Istituto Superiore di Sanità…

TerniAbbattimentoAtmosferico

In questo scenario cosa si fa? Semplice, si opera per peggiorare la situazione continuando con emissioni in atmosfera e relative ricadute. Altro che COP21 e riduzione delle emissioni clima-alteranti visto che gli inceneritori emettono tantissima CO2. Altro che PM10, le famigerate polveri sottili, che tanto fanno parlare sui giornali e che sono emesse in gran quantità dagli impianti di combustione. Senza considerare i contaminanti persistenti come le diossine, oppure composti come gli Idrocarburi policiclici aromatici. Ricordiamo che gli inceneritori producono anche ceneri che devono essere smaltite in discariche per rifiuti speciali pericolosi!

ternibiomassa

Un’immagine eloquente di pochi mesi fa dell’impianto Ex Printer.

Nonostante tutto ciò era nell’aria, è il caso di dirlo, la decisione della Conferenza Stato – Regioni che promuove gli affari delle società che gestiscono gli inceneritori a discapito della qualità dell’ambiente della salute dei cittadini.

Il 4 febbraio le regioni, tranne Lombardia e Campania, si sono allineate al diktat del Governo Renzi che con l’Art.35 del famigerato decreto Sblocca Italia ha promosso gli inceneritori ad impianti di interesse strategico nazionale (http://www.regioni.it/newsletter/n-2874/del-04-02-2016/termovalorizzatori-ok-a-decreto-contrarie-campania-e-lombardia-14842/).

Per il Ministro Galletti questa rete di 54 impianti costituiranno la spina dorsale del sistema di gestione dei rifiuti in Italia.

TerniInceneritoregalletti

Un modo elegante per dire che la tutela e la promozione degli affari di poche società che gestiscono i forni è il vero obiettivo del Governo nazionale, visto che gli impianti della filiera del riciclo, come i centri per il compostaggio, o quelli che garantiscono il riutilizzo dei materiali, non ne faranno parte. Per Governo e regioni non è strategico stare al passo con le politiche comunitarie che fin dal 2008, anno della Direttiva 98 (http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=URISERV%3Aev0010) mettono al primo posto la prevenzione della produzione di rifiuti, al secondo il riutilizzo, al terzo il riciclo e solo al quarto posto il recupero energetico, appena prima delle discariche.

Come per le trivelle e gli idrocarburi, questo governo proietta il paese nel passato imprigionandolo nel groviglio di interessi che connota attualmente il settore, concentrando in pochi grandi impianti una buona parte della filiera della gestione dei rifiuti. Sono strutture che per decenni, il tempo necessario per l’ammortamento del costo di costruzione, dovranno essere “nutrite” a discapito delle politiche di prevenzione, riutilizzo e riciclo. In Umbria è prevista una potenzialità di incenerimento di 130.000 tonnellate di rifiuti.

DecretoRifiuti7tabella

Altre centinaia di migliaia di tonnellate sono previste in altre regioni, per mun totale di 7-8 impianti. Alcune regioni che fino a pochi giorni fa erano contrarie al decreto si sono allineate. E’ il caso dell’Abruzzo che ha pensato bene di ricorrere ad un escamotage per non ospitare sul suo territorio un inceneritore. L’idea è di fare un accordo per trasferire i rifiuti in Molise dove esiste un inceneritore “sotto-utilizzato” di Hera, la multi-utility emiliana. Veri e propri amministratori “nimby”. Noi invece pensiamo che l’errore è bruciare i rifiuti, ovunque. I cittadini molisani non hanno meno diritti degli abruzzesi. Senza analizzare, per ora, i costi ambientali dei viaggi dei rifiuti con camion per centinaia di chilometri.

RifiutiMoliseAbruzzo

I cittadini però non si piegano a queste scelte. Dopo i referendum in valle del Mela in Sicilia contro l’inceneritore di CSS di A2A ora è la volta dell’Umbria. Il prossimo 14 febbraio il combattivo comitato No Inceneritori di Terni scenderà nuovamente in piazza non solo per contestare i due impianti attivi nella conca ternana ma per opporsi alla logica generale contenuta nell’Art.35 del decreto Sblocca Italia, quella per cui le scelte si accentrano a Roma per favorire le lobby.

TerniManifestazioneNoInceneritori

Una manifestazione dello scorso anno del Comitato

Appuntamento il 14 febbraio in Piazzale della Rivoluzione Francese (parcheggio autobus)

 

 

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Discussione

3 pensieri su “CREDEVO FOSSE AMORE, INVECE ERA UN INCENERITORE! GOVERNO E REGIONI PRO-INC, A TERNI IL 14 SI MANIFESTA CONTRO LO SBLOCCA ITALIA.

  1. L’ha ribloggato su Redvince's Weblog.

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    Pubblicato da vincenzo | 7 febbraio 2016, 9:32

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  1. Pingback: Credevo fosse amore, invece era un Inceneritore! | A Sud ONLUS - 10 febbraio 2016

  2. Pingback: Trivelle Zero Marche GIOVEDI’ 25 FEBBRAIO ASSEMBLEA GENERALE REGIONALE | PER I DIRITTI SOCIALI E AMBIENTALI - 24 febbraio 2016

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