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DISCARICHE, Senza categoria

DISASTRO DI BUSSI, CANCEROGENI ESCONO DAL SITO. DATI DRAMMATICI, È ANCHE UN DISASTRO ISTITUZIONALE.

Disastro di Bussi in valpescara in Abruzzo: dodici anni passati senza risolvere nulla!

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Il documento ARTA divulgato dal Forum H20 rivela un completo fallimento delle istituzioni.

Dal sito inquinato di Bussi continuano ad uscire sostanze tossiche, cancerogene e pericolose. Il Forum dell’H20 ha diffuso un documento dell’ARTA regionale.

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Bussi in Abruzzo, nella val Pescara, è uno dei 40 Siti nazionali per le Bonifiche, cioè una delle aree più inquinate d’Italia. Sede di un polo chimico dal 1902, negli anni ’30 del secolo scorso vi produicevano anche le armi chimiche (l’iprite).

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Il sito è balzato agli onori delle cronache nel 2007, quando la Forestale sequestrò la Discarica Tremonti, posta appena fuori il sito industriale e sulla sponda del fiume Pescara (area in rosso nella mappa). L’area industrale, in giallo nella mappa, è anch’essa inquinatissima, sia per quanto riguarda i terreni che le falde acquifere sottostanti. Sempre nel 2007, sono state sequestrate altre discariche a monte dell’area industriale, le 2A e le 2B (in viola nella mappa). L’inquinamento ha comportato la contaminazione dei pozzi S. Angelo con solventi clorurati. Per venti anni circa 700.000 cittadini della valpescara hanno bevuto acqua contaminata e solo la denuncia delle associazioni nel 2007 ha fatto chiudere questi pozzi (ora l’approvvigionamento idrico avviene con pozzi scavati a monte dell’area inquinata). Qui la relazione shock dell’Istituto Superiore di Sanità.   MappaSINBussiParticolareAreaBussi

Su Bussi la parola “disastro” non riguarda solo quanto accaduto all’ambiente ma anche lo stato delle istituzioni del paese” è quanto dichiara il Forum abruzzese dei Movimenti per l’Acqua che ha divulgato la relazione ARTA che conferma la fuoriuscita di decine di sostanze tossiche e cancerogene da tutte le aree del sito, dall’area industriale alla discarica Tremonti fino alle 2A e 2B.

La falda sotto le discariche 2A e 2B è contaminata da 15 sostanze pericolose oltre i limiti di legge, come il tetracloroetilene (160 volte i limiti di legge), un possibile cancerogeno e tossico, e l’esacloroetano (114 volte i limiti di legge), un tossico per fegato e reni. Qui le caratteristiche di alcune sostanze:

Cloruro di vinile: cancerogeno accertato per l’uomo secondo la IARC,

Tetracloroetile: probabile cancerogeno per l’uomo secondo la IARC, tossico per fegato e reni, tossico.

Tricloroetilene (la trielina): cancerogeno accertato per l’uomo secondo la IARC, tossico

Esacloroetano: tossico

Alleghiamo alcune delle tabelle più significative con, evidenziati in neretto dall’ARTA, i superamento dei limiti di legge (CSC=Concentrazione Soglia di Contaminazione, colonna a destra in ogni tabella).

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Anche la falda sotto l’area industriale é fortemente contaminata.

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Infine anche la falda nelle aree a valle dellì’area industriale e della discarica Tremonti presentano valori molto oltre i limiti di legge. In entrambi i acsi sono stati fatti intreventi di messa in sicurezza e di trattamento delle acque ma i contaminanti rimangono ben oltre i limiti di legge come dimostrano i dati dei pozzi spia posti a valle dei sistemi di trattamento.

I pozzi P74 e P8 sono i pozzi spia a valle della barriera idraulica dello stabilimento e servono per verificarne l’efficacia per la falda superficiale. Anche il nuovo pozzo P62 è a valle del sistema di trattamento. I pozzi PP4 e PP4bis sono i pozzi spia a valle della barriera idraulica dello stabilimento e servono per verificarne l’efficacia per la falda profonda. I pozzi PZ1 e DB sono pozzi spia a valle della discarica Tremonti.

Alleghiamo anche la mappa contenuta nella relazione con la localizzazione dei pozzi spia a valle della Discarica Tremonti (in verde) e dell’area industriale (in rosso e giallo).

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Per il Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua il disastro non è solo ambientale.

È un disastro informativo perché sono i cittadini a far uscire i documenti e ad informare la cittadinanza quando il Decreto 195/2005 impone da 11 anni agli enti di pubblicare online i dati dei monitoraggi ambientali.

È un disastro tecnico, in quanto:

in nove anni per l’area delle discariche 2A e 2B non si è fatto uno straccio di intervento di messa in sicurezza e/o di prevenzione affinché le sostanze non escano dal sito, nonostante la legge preveda interventi 24 ore di tempo dalla scoperta della situazione di contaminazione (sic!)

a dodici anni dalla sua costruzione, avvenuta nel 2004, il sistema di barrieramento idraulico fatto di pozzi che dovrebbero intercettare gli inquinanti nella falda a valle dell’area industriale per trattarli (sistema “pump and treat”) non riesce ad assicurare l’abbattimento delle sostanze al di sotto dei limiti di legge. Il sito industriale continua quindi a rilasciare verso valle con il movimento lento ma inesorabile della falda sostanze pericolose, tossiche e cancerogene;

a sei anni dal primo intervento di capping e a tre dalla costosissima palancolatura (circa 4 milioni di euro di costo) promossa dal Commissario delegato dal Governo Adriano Goio, la discarica Tremonti perde i suoi veleni verso valle. Contestammo immediatamente assieme al servizio rifiuti della regione Abruzzo l’efficacia della proposta ma non ci fu verso. Questi sono i risultati.

È un disastro politico, perché l’accordo di programma in arrivo per la reindustrializzazione si fonda sul ricorso al…barrieramento idraulico per trattare nei prossimi decenni le acque che continueranno a contaminarsi passando tra i terreni contaminati che rimarranno lì, sotto una soletta di cemento nell’area Medavox. Si punta ancora a gestire i sintomi e non curare la causa, invece di togliere i terreni inquinanti almeno nei primi metri. Senza poi parlare della surreale “soluzione” di far passare la proprietà delle aree inquinatissime dalla Solvay al comune di Bussi.

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È un disastro amministrativo, perché il Ministero dell’Ambiente non riesce a venire a capo praticamente di nulla sulla bonifica di questo Sito nazionale per le Bonifiche, a otto anni dalla sua istituzione nel 2008.

È un disastro giudiziario, basta guardare quanto accaduto sul lato del processo di Chieti e relative polemiche.

Inoltre ci permettiamo di rivolgere una domanda alla Procura di Pescara: qui c’è un fatto acclarato, sostanze tossiche e cancerogene che continuano ad uscire da tutte le aree andando verso valle. La legge, non noi, impone l’attivazione di presidi per la tutela dell’ambiente e dei cittadini dando precise responsabilità. Quegli inquinanti non dovrebbero stare nelle acque a valle delle aree inquinate. Punto. Già nel 2013 si evidenziò (e lo fecero come al solito gli attivisti) l’inefficienza dei sistemi di trattamento delle acque a valle del sito industriale. Si decise per l’archiviazione. Sono passati tre anni e gli inquinanti continuano ad uscire. Dobbiamo pensare che la colpa per tutta questa situazione sia del destino cinico e baro?

La relazione integrale può essere scaricata qui (per sette giorni da oggi): http://we.tl/SehdPI0V5h

 

 

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